Mieli d'Italia

Anagrafe apistica nazionale: ultime novità

12 giugno 2018

E’ stata finalmente modificata in anagrafe apistica (BDA) la procedura di segnalazione di vendita  di alveari, sciami e regine.
Come da sempre richiesto dall’Unaapi, per tutelare la privacy delle aziende apistiche, nella segnalazione di vendita in BDA è sufficiente ora indicare il codice di allevamento dell’azienda destinataria. 

Non è più quindi necessario che il il fornitore indichi, e quindi conosca,  anche lo specifico apiario di destinazione della merce.

Incontro di mezza stagione Aapi il 25 luglio 2018 a Modena

3 giugno 2018   AAPI - Associazione Apicoltori Professionisti Italiani Organizza  Mercoledì 25 Luglio 2018, ore 12:00-18:00, il consueto incontro di mezza stagione, presso UGC Palazzo Europa - Sala Gorrieri - Via Emilia Ovest, 101 – 41124 Modena (MO)

Programma in fase di definizione

Approvato lo Stop Ue a tre dei neonicotinoidi.

27 aprile 2018

Il 27 aprile 2018 è una importante data, una data storica. La Ue con l’appoggio della grande maggioranza degli Stati membri ha messo fuori legge le principali molecole neonicotinoidi. Sono 16 i Paesi (corrispondenti al 76%della poloazione Ue) che hanno votato per il divieto di imidacloprid, clothianidin e tiametoxam: Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Austria, Portogallo, Svezia, Slovenia, Irlanda, Grecia, Estonia. Quattro Paesi hanno votato contro il divieto: Repubblica ceca, Danimarca, Ungheria e Romania. Mentre Belgio, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia si sono astenuti . E’ bene ricordare che purtroppo resterà autorizzato il loro uso nelle serre in tutta l’Ue e che altri insetticidi malefici tra cui thiacloprid, acetamiprid e sulfoxaflor continueranno ad essere esenti dal divieto.

Gli insetticidi più usati al mondo sono, infatti, da molti anni sul banco degli imputati per i loro devastanti effetti biocidi. Le multinazionali agrochimiche sono state colte, finalmente, sul luogo del delitto. E ‘crollato uno dei caposaldi dell’approccio agro intensivo, indifferente agli effetti sulla salute di uomo e ambiente! E’ l’ora della messa al bando definitiva anche di tutte le molecole, come acetamiprid, thiacloprid, con effetti sistemici e subdoli.

E’ l’ora di una indispensabile riflessione radicale e profonda sui metodi di coltivazione e di difesa delle colture. Se ci libera del giogo imposto dalle multinazionali agrochimiche le alternative sostenibili sono possibili e percorribili, basta volerlo.

 

Segui il bollettino fenologico della Robinia

 28 aprile 2018

A causa dei ritorni di freddo di inizio marzo la fioritura dell'acacia risulta posticipata rispetto allo scorso anno, tuttavia, il repentino aumento delle temperature di aprile, sembra aver cambiato le carte in tavola.

Valutare lo sviluppo di una specie arborea e stimare il periodo di fioritura non è un'operazione scontata a causa delle molte variabili che entrano in gioco (andamento climatico, saluta della pianta, ecc) ma grazie all'impegno di molti rilevatori fenologici volontari del progetto Iphen, è possibile avere indicazioni sullo stadio di sviluppo della Robinia e del Castagno. 

Il progetto IPHEN nasce nel 2006, sulla base delle proposte maturate nell'ambito del seminario nazionale di fenologia tenutosi presso il CRA-CMA nel dicembre 2005 ed ha come obiettivi principali a produzione di elaborati cartografici di previsione per fasi fenologiche di particolare interesse.

Segui il bellettino fenologico della Robinia

 28 maggio 2018

A causa dei ritorni di freddo di inizio marzo la fioritura dell'acacia risulta posticipata rispetto allo scorso anno, tuttavia, il repentino aumento delle temperature di aprile, sembra aver cambiato le carte in tavola.

Valutare lo sviluppo di una specie arborea e stimare il periodo di fioritura non è un'operazione scontata a causa delle molte variabili che entrano in gioco (andamento climatico, saluta della pianta, ecc) ma grazie all'impegno di molti rilevatori fenologici volontari del progetto Iphen, è possibile avere indicazioni sullo stadio di sviluppo della Robinia e del Castagno. 

Il progetto IPHEN nasce nel 2006, sulla base delle proposte maturate nell'ambito del seminario nazionale di fenologia tenutosi presso il CRA-CMA nel dicembre 2005 ed ha come obiettivi principalila produzione di elaborati cartografici di previsione per fasi fenologiche di particolare interesse.

Perché le organizzazioni degli apicoltori non sottoscrivono la Carta di S.Michele all'Adige

 3 giugno 2018

Nel comunicato congiunto, firmato dai rispettivi presidenti di ANAI, FAI e UNAAPI, vengono precisate le ragioni che hanno portato le rappresentanze dell’apicoltura nazionale a non sottoscrivere il documento predisposto da un insieme di “ esponenti della ricerca scientifica e da personalità di rilievo del mondo dell’apicoltura e dell’ambientalismo” indicato quale "La Carta di San Michele all'Adige: Appello per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera Linnaeus, 1758 in Italia".

Il percorso che ha portato alla stesura della "Carta" non ha visto attive condivisioni con le realtà produttive nazionali, né si è avuta una successiva disponibilità ad apportare modifiche e/o integrazioni ai contenuti del documento. Questa impostazione di fatto ha delegittimato, quali interlocutori, i reali e principali detentori del patrimonio apistico nazionale, che non possono passivamente sottoscrivere un documento che, nelle intenzioni dei promotori, è destinato alle “amministrazioni politiche” affinché adottino misure a salvaguardia della biodiversità in apicoltura.

Tutte ottime e positive intenzioni, che si possono tradurre in reali e sostenibili azioni solo se, nella elaborazione dei contenuti, vengono direttamente e attivamente coinvolti coloro che, ad oggi, hanno operato ed operano per salvaguardare il patrimonio apistico nazionale dalle diverse avversità agro-ambientali,sanitarie e commerciali.

Le organizzazioni degli apicoltori non sottoscrivono la Carta di S.Michele all'Adige

 3 giugno 2018

Nel comunicato congiunto, firmato dai rispettivi presidenti di ANAI, FAI e UNAAPI, vengono precisate le ragioni che hanno portato le rappresentanze dell’apicoltura nazionale a non sottoscrivere il documento predisposto da un insieme di “ esponenti della ricerca scientifica e da personalità di rilievo del mondo dell’apicoltura e dell’ambientalismo” indicato quale "La Carta di San Michele all'Adige: Appello per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera Linnaeus, 1758 in Italia".

Il percorso che ha portato alla stesura della "Carta" non ha visto attive condivisioni con le realtà produttive nazionali, né si è avuta una successiva disponibilità ad apportare modifiche e/o integrazioni ai contenuti del documento. Questa impostazione di fatto ha delegittimato, quali interlocutori, i reali e principali detentori del patrimonio apistico nazionale, che non possono passivamente sottoscrivere un documento che, nelle intenzioni dei promotori, è destinato alle “amministrazioni politiche” affinché adottino misure a salvaguardia della biodiversità in apicoltura.

Tutte ottime e positive intenzioni, che si possono tradurre in reali e sostenibili azioni solo se, nella elaborazione dei contenuti, vengono direttamente e attivamente coinvolti coloro che, ad oggi, hanno operato ed operano per salvaguardare del patrimonio apistico nazionale dalle diverse avversità agro-ambientali,sanitarie e commerciali.