Altri Prodotti Apistici e Derivati

 

Pappa reale

papparealeLa pappa reale è il nutrimento della regina ed è una sostanza colloidale gelatinosa di colore bianco-giallognolo, di sapore leggermente aspro e di odore fenolico. Essa è secreta dalle ghiandole ipofaringee e mandibolari delle giovani api nutritici (api di età compresa tra i 6 e i 22 giorni).

Composizione della pappa reale:

  • acqua (66%);
  • glucidi (14%);
  • protidi (18%);
  • Lipidi (6%);
  • Vitamine A, B B2, B6, C, E, H, PP;
  • Oligoelementi (potassio, ferro, calcio, rame, silicio, fosforo, ecc…);
  • Amminoacidi (arginina, istidina, fenilanina, ecc…)

Ricerche cliniche hanno messo in evidenza le seguenti proprietà della pappa reale:
Aumento generale della vitalità, stimolazione fisica, miglioramento del metabolismo intracellulare e dello stato generale dell’organismo. Inoltre combatte gli stati depressivi, l’astenia, gli esaurimenti nervosi, la fatica fisica, e favorisce il rallentamento dell’invecchiamento dell’organismo.

Si consiglia il consumo periodico di pappa reale: 3 o 4 volte all’anno per due o tre settimane di somministrazione quotidiana (da prendersi al mattino a digiuno, dopo circa 20 min si può fare colazione). Dosi consigliate: 150-300 mg al giorno

La pappa reale, affinché mantenga inalterate le sue proprietà nutritive, deve essere conservata in frigorifero (da 0°C a 5°C).

 

Polline

pappareale Il polline si presenta sottoforma di microscopici granuli racchiusi nelle antere degli stami dei fiori.

I granuli di polline costituiscono l’elemento maschile del fiore, infatti l’ape contribuisce all’impollinazione (fecondazione) di oltre l’80% delle specie di piante.

Il polline, ricco di Sali minerali e di vitamine B-C-E, è per l’ape un super-alimento, indispensabile per la formazione dell’organismo e per la produzione di pappa reale. Il polline abbassa il colesterolo e 30g al giorno di polline coprono il fabbisogno proteico di un adulto.

In 100g di polline ci sono tanti amminoacidi quanti ne contengono 500g di carne o 7 uova.

Il polline è ottimo contro l’invecchiamento delle cellule, e se ne consiglia un consumo quotidiano, unito alla frutta o al miele.

È un ottimo ricostituente generale per l’organismo, e al tempo stesso non fa ingrassare, perché l’aumento dell’appetito è controbilanciato dal miglioramento dello stato generale dell’organismo. Ne trova così giovamento sia l’attività intellettuale che fisica, e si riesce a combattere gli stati di ansia e di depressione.

Il polline fresco è più digeribile. Esso contiene citoplasma, ottimo elemento per gli intestini, ed è ricco di fermenti lattici vivi.

Le allergie al polline sono causate dai pollini volatili (o anche chiamati polvere di polline o anemofili). Il polline di pino è la principale causa di allergie.

Il polline delle api non è il polline volatile, ed è chiamato entomofilo e solo 1 individuo su 1000 risulta sensibile a tale polline.

Le varietà di polline più conosciute sono:

  • Polline di Salice: ottimo per la fecondità e per la prostata, per la retina e per il cristallino dell’occhio e per l’invecchiamento.
  • Polline di Papavero: agisce sul sistema nervoso e sull’umore.
  • Polline di Cisto: è il più diffuso, ed è uno dei fiori più ricco di polline.
  • Polline di Castagno: Indicato per l’osteoporosi, per l’apparato cardiovascolare e per l’intestino.
  • Polline di Erica: utile per la memoria, e per emorroidi, varici, colesterolo e intestino (è ricco di rutina).

 

Propoli

pappareale La propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme delle piante e dalle cortecce degli alberi; le api la lavorano con le mandibole impastandola con secrezioni del loro corpo. È un prodotto vegetale.

Il suo colore può variare a seconda della specie di pianta dalla quale proviene, in particolare, può essere di colore verde, giallo, rosso, nero o marrone.

La propoli viene utilizzata dalle api per chiudere eventuali fessure dell’arnia, per fissare i telaini, per rivestire le cellette in cui devono essere deposte le uova, e per assicurare l’igiene dell’arnia impedendo ogni processo di putrefazione al’interno dell’alveare.

Gli antichi egizi conoscevano bene le proprietà della propoli e la utilizzavano nei processi di mummificazione.

I greci invece la utilizzavano per uso esterno, come cicatrizzante.

Stradivari la utilizzava per verniciare i suoi famosi violini.

L’importanza della propoli da un punto di vista medico-biologico è da attribuire alle sue efficaci proprietà antinfiammatorie , antibatteriche, anestetizzanti, cicatrizzanti, e disinfettanti.

Per questo risulta essere un ottimo antibiotico per soggetti allergici ai farmaci; la propoli non provoca alcuna reazione tossica in quanto non è una medicina, ma un derivato vegetale, ed è quindi indicato anche per l'uomo sano perché ne aumenta le difese naturali.

La propoli sottoforma di pomata trova largo impiego per la cura della pelle.

 

Veleno di api

Il veleno di api è un liquido incolore dal sapore amaro.

La quantità di veleno iniettato da un’ape con la puntura è dell’ordine di un decimo di milligrammo. Il veleno, iniettato con la puntura, provoca un dolore acuto che dura pochi minuti.

L’ape punge per difesa, dopodiché essa muore (al contrario della vespa) perché si sventra. Una persona normale, non allergica, può sopravvivere anche a 100 punture di api al giorno, sottoponendosi ad un trattamento medico subito dopo.
Un apicoltore debitamente desensibilizzato sopporta senza daani le punture di ape, senza aver bisogno di ricorrere a particolari cure o rimedi.

Ma non tutte le punture sono uguali: le punture ricevute in primavera sono più dolorose che in autunno. Inoltre le api vecchie sono più aggressive e ci sono posti dle corpo che sono particolarmente sensibili, come mani e piedi, che si gonfiano dopo avere avuto una puntura.

Il veleno d’api è un potente antisettico. Fin dall’antichità l’apipuntura è riconosciuta come un eccellente rimedio contro reumatismi e artriti. Con l’apipuntura numerosi pazienti hanno conseguito miglioramenti nel 70% dei casi (Dr. Saine Montreal).

 

Cera d'Api

ceraLa cera d’api è una sostanza secreta dalle ghiandole ceripare delle api operaie di età compresa tra i 12 e i 18 giorni, cioè quelle che hanno appena cessato di essere api nutrici, prima che diventano api bottinatrici.
Per costruire i favi (cellette di forma esagonale atte a contenere miele e covata), l’ape modella la cera con le mandibole aggiungendo un po’ di polline e di propoli. Affinché possano produrre la cera le api devono consumare una quantità di miele di circa otto volte superiore in peso.
La pura cera d’api è di colore bianco, con il passare del tempo assume un colore giallo a causa della presenza di polline e propoli, che tendono ad annerire.

La cera d’api si adopera in maniera diffusa nella cosmesi per la preparazione di creme (principalmente per viso e mani), per la lucidatura dei mobili di legno, per la creazione di manufatti e candele da collezione.

 

Aceto di miele

Unitamente all’idromiele, l’aceto di miele era conosciuto già dagli antichi egizi,come risulta da un’iscrizione posta su un vaso adibito a contenerlo, risalente all’8000 a.C.

Cadde in disuso in seguito all’introduzione della coltivazione delle viti perchè più economica.

L’aceto di miele ha un sapore gradevolmente acidulo, è leggero e digeribile, dal colore dorato e molto profumato. Esso è ricco di enzimi e sali minerali ed è un buon disintossicante e svolge un’azione risanatrice della flora batterica intestinale e dell’equilibrio del pH.cera

L’abbondanza di sali minerali e acido folico conferisce all’aceto di miele proprietà mineralizzanti.Inoltre, l’aceto di miele ha proprietà disintossicanti per il sangue, per questo il suo consumo è particolarmente consigliato a chi ha problemi di colesterolo, e trigliceridi alti e a chi in genere usa consumare abitualmente grassi animali.

L'aceto di miele ha proprietà eccezionali: stimola l'appetito e la digestione, è usato come ricostituente e dissetante, è un rimedio eccellente per combattere il mal di testa e di gola e perfino per le punture di meduse.

 

 

IDROMIELE (o Idromele)

Denominato il nettare degli dei...l'idromiele è di sapore agro/dolce, con un lieve (senso) frizzantino, si serve freddo ed accompagna bene i dessert, gelati e dolci...

Ogni idromele prodotto in maniera artigianalmente conserva dentro di sé gli aromi e i profumi dei pollini e dei nettari bottinati dalle api nel corso della bella stagione.

Storia

L’idromele è la più antica bevanda alcolica attestata nel lessico comune indoeuropeo, tra le più utilizzate nel mondo antico, prima che la diffusione della vite, nel bacino del Mediterraneo ed in Europa, introducesse l'uso del vino. Egizi, Celti, Greci, Romani e Germani ne fecero uso, sia come apprezzata e raffinata bevanda del simposio dei principi, che durante le cerimonie sacre.

Nella mitologia indoeuropea, l’idromele è la bevanda tipica dell’aldilà, nel mondo celtico come in quello germanico, ed è simbolo di immortalità, tanto da essere definita da questi popoli "bevanda degli Dei"ed era bevuto nelle cerimonie sacre che scandivano il ritmo delle stagioni. L'uso era finalizzato ad ottenere l'ebbrezza alcolica per potersi avvicinare al divino fino ad incontrarlo.

Il consumo d’idromele è rimasto diffuso anche in territorio piemontese fino a tutto il medioevo, ove, soprattutto in occasione dei matrimoni, nel mese lunare successivo alla cerimonia, veniva consumato dagli sposi nella convizione che potesse dare forza alla coppia nella procreazione di eredi maschi. Per questo motivo ancora oggi si usa definire il primo periodo dopo il matrimonio "Luna di miele".

 

 

 

 

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